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lunedì 30 gennaio 2012

Il movimento della terra (Terrae motus) e una cena consolatrice



Cronaca di un movimentato week end casalingo.
In realtà il "movimentato" è legato unicamente ad un episodio, di cui francamente avremmo voluto anche fare a meno! Venerdì pomeriggio, alle 15.55 circa, un rombo sordo......ed è tremato tutto...... E quando capisci che non è il portone che ha sbattuto o non è qualcuno al piano di sopra che sposta i mobili ti viene in mente un'unica sconcertante parola: terremoto.
E' durato 2, al massimo 3 secondi, ma è stato veramente brutto. Prima di tutto perchè quando lo senti è già tardi, poi perchè comunque ti rendi conto che non ci puoi fare assolutamente niente. E allora corri a vedere chi ti sta intorno, scruti i muri per controllare che non ti venga qualcosa addosso....e hai paura. Ripeto: tutto questo in qualche frazione di secondo. Poi, grazie al cielo, è finito. La terra torna ferma, e c'è silenzio. Ma addosso rimane l'ansia, pesante, soffocante. Ho chiamato subito a casa, dove c'erano i miei uomini: per
fortuna nessun pericolo, nessun danno, solo tanto spavento. E per fortuna il piccolo non ha sentito niente: beato sonno pesante!
E' stata un'esperienza strana, forte e spiazzante: spero veramente di non provarla più, e non riesco a smettere di pensare a quanto deve essere stato devastante quello successo quasi tre anni fa a l'Aquila, non solo per i danni disastrosi, ma anche a livello emotivo per chi lo può ancora raccontare.
Siamo veramente poca cosa, alla fine. Ogni tanto qualcuno ce lo ricorda.


venerdì 27 gennaio 2012

Giornata della memoria

Penso che conoscere e raccontare ciò che è stato sia un dovere morale: per non dimenticare MAI quanto possa essere abissale l'odio generato dall'uomo.




E tutto il mondo conobbe.



"Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa, andando per via,
Coricandovi, alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi."


Primo Levi, "Se questo è un uomo"

lunedì 5 dicembre 2011

Lacrime e sangue e muffins ai ceci!



Dopo il week end, eccoci ancora qui, a tuffarci nuovamente nel mondo. Non so se a voi capita, ma il Sabato e la Domenica mi succede spesso di estraniarmi completamente da tutto, salvo sporadiche occhiate, o meglio orecchiate, a qualche stralcio di telegiornale. Stacco la spina e stop. Da una parte è decisamente gradevole, dall'altra a volte ci viene il pensiero di essere un pochino troppo eccessivi! Ma intanto arriva sempre il Lunedì a riportarci di botto coi piedi per terra...e non solo coi piedi.......
Oggi rientrando in ufficio e scorrendo come sempre le news su internet, ho letto solo di lacrime e sangue, di tirare la cinghia, di sacrifici, di rischio collasso, di ministre in lacrime....... Ma porco mondo, se piangono loro, noi cosa dovremmo fare?!!? Pietra al collo e bungee jumping senza elastico?!?? Ma suvvia!! Eh va bè, toccherà fare l'ennesimo buco alla cintura, tanto ormai ci siamo tristemente abituati, ma almeno dateci una parvenza di incitamento, non che ci piangete in faccia così, giusto per farci coraggio!!!
Fortuna che riusciamo a consolarci con le piccole gioie domestiche, nonostante mariti claudicanti, bimbi fortemente irrequieti e il tempo fuori che fa solo venire i nervi! Quindi, via allo sfogo da fornello: almeno qui, a meno di una pentola di ghisa che entra in collisione con uno sfortunato alluce, non c'è pericolo di far piangere nessuno.....


MUFFINS AI CECI CON LARDO E MIELE

150gr farina
150gr farina ai ceci
1 bustina lievito
1 uovo
80gr olio di semi
100ml latte
sale, pepe
100gr lardo affettato sottile (per me lardo di Arnad)
miele millefiori q.b.

Mescolare le farine con il lievito.
Sbattere con la forchetta l'uovo con l'olio e il latte, regolare di sale e pepe: eventualmente aggiungere erbe aromatiche a piacere (io ho aggiunto del rosmarino secco).
Aggiungere il componente liquido alle polveri e amalgamare bene.
Riempire per 3/4 gli stampi e cuocere a 180° per 20 minuti circa.
Una volta cotti lasciare intiepidire.
Tagliare in due le fette di lardo nel senso della lunghezza e adagiarne 2 o 3 su ogni muffin.
Fermare il tutto con uno stuzzicadente e completare con un cucchiaino di miele.

venerdì 11 novembre 2011

WE WILL SURVIVE!

Ohhhhh...... in barba alle cabale, alle porte astrali, agli alieni, ai Maya (ah no...per smentire anche quelli bisognerà aspettare l'anno prossimo....), agli iettatori di varia natura, ai menagrami in generale:  URBI ET ORBI MAGNO CUM GAUDIO NUNTIO VOBIS: SIAMO SOPRAVVISSUTI alla tanto abusata quanto innocua combinazione 11-11-11-11-11. 
Sono infatti passate da poco le ore 11.11 di oggi 11 Novembre 2011. Santo cielo, gente, ce l'abbiamo fatta!!!!
Uff! E' stata una faticaccia, c'è rimasto sotto anche un governo (quasi...), ma alla fine l'abbiamo superata. Incredibile ma vero. Incredibile anche come su queste "credenze" ci si debba ricamare sopra in lungo e in largo: cioè, voglio dire, viviamo in un Paese che sta andando letteralmente "a schifìo", e i telegiornali propongono più e più servizi su profezie bislacche, numeri da giocare al lotto e altre inutilissime amenità. Cos'è? Un invito ad uscire dalla crisi attraverso qualche "stargate" che si aprirà magicamente secondo quanto affermato scientificamente dal mago Otelma?!? Grazie per il suggerimento, ma forse sarebbe meglio aprire un attimino gli occhi: capisco che quello che si vede ora non è che sia proprio il massimo, ma prendiamolo come punto di partenza per la risalita. E come sbandierava a gran voce la mia guru personale, Gloria Gaynor, "I WILL SURVIVE"!

lunedì 7 novembre 2011

Si dimentica sempre troppo facilmente





                                                                   Genova, 1970



Genova, 2011

"... e il tumulto del cielo ha sbagliato momento".
F. De André




mercoledì 19 ottobre 2011

Per fare un albero....



Saltellando nella rete  qua e là sono incappata in questo sito: www.doveconviene.it , dove viene promossa una bella iniziativa che intelligentemente va a "beccare" proprio i nostri blog e i nostri siti per dare ancora un ulteriore incentivo a prestare attenzione alla salute del nostro strapazzato pianeta.... L'iniziativa fa diventare i nostri "luoghi in rete", siano essi blog o siti, "carbon neutral", eliminando le emissioni di anidride carbonica (dovute in gran parte, in questo caso, al funzionamento dei server) per i prossimi 50 anni. Sì, ok....ma come?!? Nel modo più semplice e naturale: piantando un albero! 
Noi non facciamo altro che inserire il loro banner nel nostro blog/sito, scrivere un post sull'argomento, segnalarlo a loro via e-mail e il gioco è fatto! Sempre loro si incaricheranno di piantare un albero che contribuirà a rendere le nostre pagine a impatto zero sull'ambiente! Idea carinissima, non costa nulla ma può servire: in fondo, bisogna cominciare TUTTI dalle PICCOLE COSE. A poco poco, con perseveranza, i risultati arriveranno. 
Il pianeta che ci ospita penso che se lo meriti.


IL MIO BLOG E' A IMPATTO ZERO!        



mercoledì 12 ottobre 2011

1492: le vacanze di Colombo



Una delle date storiche più classiche insegnate a scuola (per lo meno qualche anno fa, ora non saprei...), quella da sapere a memoria per forza è sempre stata la scoperta dell'America. 12 ottobre 1492.
Ora, senz'altro a guardarla da secoli di distanza, è stata una scoperta dalla portata storica senza precedenti. 
Ma analizzandola un po' meglio e un po' più nel dettaglio scopriremo più che altro che è stata una gran botta di c... fortuna, e che il nostro illustre Cristoforo si è trovato a sbatterci la faccia contro senza neanche capirci un granché!
Ma andiamo con ordine.
Il nostro protagonista era uno cui piaceva andar per mare, nulla da dire.
Ad un certo punto della sua vita (nel 1492 aveva 41 anni.... crisi di mezza età? Voglia di fare qualcosa di diverso?! mah!) decide che i tempi sono maturi per tentare qualcosa di eclatante, qualcosa che nessuno prima di allora aveva provato a fare. Per uno nato a Genova, che quindi vive rivolto con la faccia verso il mare, girare a destra. Prendere verso Ovest, invece che verso Est dove andavano tutti... che noia! E che code.... sempre tutti lì a intasarsi nell'Oceano Indiano... 
Il grande navigatore (è lui infatti il papà di tutti i Tom Tom & simili) decide quindi di impostare la rotta verso Ponente, pensando "Ora io vado di qua, frego tutti e arrivo in Asia mentre loro sono ancora a barattare cammelli e pesto in Arabia" dando origine in pratica alla prima partenza intelligente della storia.
Solo che per andare in vacanza aveva bisogno di qualche soldino, ragion per cui passa qualche annetto (7 per la precisione) a cercare finanziatori. Alla fine (chi la dura la vince, e cmq il Colombo era di Zena mica per niente...) riesce a farsi dare un po' di soldini dai Re di Spagna e pochini ce li mette anche lui, ma mica lui lui! Si fa fare un prestito dal Banco di San Giorgio, naturalmente previa presentazione della busta paga (falsa) e dell'atto di proprietà di casa sua, vicina a Porta Soprana, ce l'avete presente? Secondo me anche alla sua epoca non doveva essere troppo diversa....

La casa di Colombo

giovedì 29 settembre 2011

Seduto in quel caffè.....

...io non pensavo a te....
Lo so, è scontato, ma è da quando conosco questa canzone (quindi da un bel po') che ogni 29 Settembre lo passo a canticchiare la stra-famosa melodia. Tra l'altro portata al successo dall" Equipe84: infatti mi chiedevo "ma com'è che 'sta canzone mi piace, che è dell'Equipe84??", con un po' di preoccupazione mi domandavo: "Da quand'è che mi piace l'Equipe84?!??". Per fortuna scoprii poi che quella musicalità che mi garbava era merito della premiata ditta Battisti-Mogol.... ahhh! Ora ci siamo.
Ad ogni modo, a proposito di citazioni battistiane, stamattina sfogliando i giornali on-line mi sono imbattuta in una delle mille pieghe ridanciane che sono seguite alla leggerissima gaffe della ministra Gelmini a proposito del fantomatico tunnel Ginevra-Gran Sasso: 
"e guidare nel tunnel a fari spenti nella notte / per vedere / dove il neutrino va a finire...."
Maestrìa ironica, non c'è che dire. I commenti si sprecano, le battute impazzano, l'ignoranza dilaga, la ministra resta. Pazienza. Restano tutti, resta anche lei.... Ma per farvi quattro risate scaccia-crisi, leggetevi l'articolo dal quale è tratta la suddetta citazione debitamente rimaneggiata: è estratto niente popo' di meno che dall'odierna Famiglia Cristiana, e già questo fatto contribuisce a farmi ridere, e non poco!! 

Andate comunque anche a risentire "29 Settembre", è sempre un bell'ascoltare!



martedì 27 settembre 2011

A volte basta poco....

....per gioire. Davvero! Finalmente, dopo 46 anni.....e ripeto: QUARANTASEI.... chiude quel baraccone insulso che, oltre che il teatro dove si svolgeva, ad un certo punto della sua storia quasi infinita aveva cominciato ad impestare anche la televisione.... Non che io l'abbia mai seguito, mi ha sempre fatto orrore anche solo scorgerne la pubblicità, ma il solo fatto che esistesse bastava a darmi profondamente fastidio. La summa della satira politica leccaculo, il trionfo della grettezza fatta passare come intrattenimento divertente, l'apoteosi delle oche giulive di turno intente a scagliare torte in faccia ai simpatici politici di turno scatenando l'ilarità del colto pubblico di turno. Alla fine si è estinto IL BAGAGLINO. Non so a chi bisogna dire "grazie" per questo rigurgito di civiltà ma lo faccio di tutto cuore. 
Vi rimando all'articolo di oggi su "La Stampa" per un sunto sulla storia di questo "fenomeno di costume": http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=9246 

Grazie grazie grazie. Sono ufficialmente contenta!

lunedì 26 settembre 2011

Tex e gli altri

La notizia è di oggi: è mancato il "fratellastro" di Tex, l'editore Sergio Bonelli. Suo papà creò il personaggio del mitico Ranger amico degli Indiani e nemico di tutti i cattivoni del vecchio West.
Tex è l'eroe per eccellenza, senza macchia e senza paura, ma è sempre piaciuto (e pare, per fortuna, piaccia ancora adesso) per il suo lato "vero", per le sue piccole debolezze, per la sua ironia pungente. Con Tex i Bonelli hanno aperto le porte ai grandi fumetti ormai "storici": Zagor, Martin Mystère, Dylan Dog tra i più celebri.
Non sarebbe per niente male se anche oggi, dove tutto è veloce e passa e va in pochi bit, i più giovani riscoprissero il piacere di gustare in silenzio e con calma le avventure di Tex e soci, imparando ad assaporare il contatto con quelle pagine sapientemente illustrate, accompagnati dal sottofondo magico del loro fruscìo. 
Augurandoci che gli eredi della casa editrice continuino con il solito impegno la tradizione familiare, non ci rimane che onorare il nostro eroe con una bella bistecca alta tre dita ricoperta da una montagna di patatine fritte. "E torta di mele ne avete?".